Scrivere a mano è importante?

Spoiler: sì. Scrivere a mano è importante.
Anche se è diventato un gesto sempre più sporadico e spesso relegato ad attività marginali, ti spiego perché faremmo tutti bene a coltivarlo quotidianamente.

Tecnologia e digitalizzazione hanno reso la scrittura sempre più facile e veloce. Comodità e risparmio di tempo, oggi, sono risorse preziose, alle quale io stessa ricorro ben volentieri. Ma… c’è un “ma”.
Sono sempre più numerosi gli studi che dimostrano quanto la scrittura a mano (in corsivo) sia fondamentale per l’apprendimento, la memoria e persino l’elaborazione profonda delle emozioni. Non solo: è dimostrato come la progressiva perdita di questa abitudine possa avere conseguenze negative sullo sviluppo cognitivo e psicologico, in particolare nei più giovani.

Cosa dicono le neuroscienze?

Mentre raccoglievo il materiale per il mio corso SOS Studio, non facevo che imbattermi in studi e ricerche che sottolineavano il legame tra la scrittura manuale (in corsivo) e l’apprendimento. Questo è dovuto al fatto che la scrittura a mano attiva connessioni neuronali e stimola aree del cervello diverse, e con maggiore intensità, rispetto alla scrittura su tastiera o touchscreen.
Le neuroscienze attestano che un bambino che familiarizza di più con gli schermi che con carta e penna, in età pre-scolare, va molto più facilmente incontro a DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) come disgrafia e disortografia, variazioni delle capacità motorie, ma anche difficoltà nello sviluppo cognitivo e psicologico.
La scrittura a mano comporta la coordinazione occhio-cervello-braccio-mano, molto più complessa rispetto alla quella richiesta dalla digitazione su tastiera o touchscreen. Le scansioni cerebrali mostrano che certe aree del cervello non vengono coinvolte durante la scrittura digitale. Persino il suono della penna sulla carta contribuisce a stimolare la zona senso-motoria del cervello.
In più si aggiunge il fattore lentezza: il tempo della scrittura manuale è diverso e favorisce l’acquisizione del contenuto a livello più profondo, agendo sull’attenzione, la comprensione, la memoria e l’elaborazione personale.
Avrai notato che ho sempre aggiunto la precisazione “in corsivo”. Quando si parla di scrittura a mano si intende assolutamente la scrittura in corsivo. La scrittura in corsivo necessita di una maggiore attività cerebrale per legare e connettere lettere e parole e costituisce un segno distintivo dell’identità e della personalità, al contrario della scrittura perfetta ma spersonalizzata dei dispositivi. Non a caso è la scrittura corsiva ad essere presa in esame dalla grafologia, e può essere utilizzata per valutare lo stato di salute neurologica di una persona.

Scrivere a mano aiuta a leggere in modo efficace

Per leggere bisogna prima attivare l’area del cervello deputata alla scrittura. Chi ha una maggior abitudine a scrivere a mano ha una resa maggiore quando legge. Le tecniche di lettura efficace, non a caso, consigliano di prendere appunti, scrivere riassunti e schemi rigorosamente a mano, perché la mente risulta più vigile e ha un atteggiamento più attivo rispetto a quello registrato durante la digitazione. Queste abitudini favoriscono l’organizzazione delle informazioni, la capacità di sintesi, l’elaborazione personale e critica. E favoriscono la memoria a lungo termine.

Leggere su schermo

Una parentesi sulla lettura. Una lettura superficiale porta a una comprensione superficiale (e a scarse comprensione, elaborazione e permanenza nella memoria). E la lettura su supporto digitale risulta meno efficace. La neuroscienziata cognitivista Maryanne Wolf (v. bibliografia in fondo all’articolo) spiega come i nuovi supporti stiano modificando le abitudini di lettura. A volte non ci rendiamo conto di quanto sia incredibilmente complesso il nostro cervello: esso cerca costantemente di adattarsi al mezzo, attivando e sviluppando nuove connessioni e circuiti neuronali. E così accade che, per adattarsi alla prevalenza della lettura digitale nelle nostre abitudini quotidiane, al costante flusso di contenuti che ci pone spesso in condizione di sovra-stimolazione, modifichi il proprio comportamento, allenando “muscoli” diversi e cambiando (senza che ce ne accorgiamo) abitudini: l’occhio scorre più velocemente e in modo non lineare, più superficiale. Gli studi riportano anche una tendenza a respirare di meno, in modo leggermente più superficiale. In questo tipo di lettura, inoltre, è molto difficile replicare un uso dell’indicatore simile a quello che si può creare sulla carta con la mano, utile nei casi di difficoltà di concentrazione.
Se una lettura profonda genera connessioni, collegamenti, analogie e attiva una visione critica del testo letto, questa capacità si riduce quando la lettura è superficiale. Questo vale anche per gli adulti, ma sugli utenti più giovani è in grado di causare iperattività e deficit di attenzione a causa dell’incapacità di gestire la dipendenza da una quantità di stimoli troppo elevata. Leggere letteratura, per loro in particolare, è inoltre un’attività che sviluppa l’immaginazione, l’immedesimazione, la consapevolezza dell’altro da sé, quindi l’empatia.

Effetti di un eccessivo tempo trascorso sullo schermo

Quanto detto per i giovani vale anche per gli adulti, diversamente declinato.
Numerose pubblicazioni scientifiche (lascio qualche riferimento a fine articolo) attestano che un’esposizione eccessiva e quotidiana allo schermo provoca un assottigliamento della corteccia cerebrale, lo strato esterno del cervello responsabile dell’elaborazione della memoria e delle funzioni cognitive, come il processo decisionale e la risoluzione dei problemi. In particolare, sarebbero da evitare la prima ora dopo il risveglio e le ultime due ore prima di andare a letto, in quanto l’esposizione allo schermo ritarda il rilascio di melatonina, impattando sui ritmi circadiani. Nei casi di dipendenza da smartphone sono stati diagnosticati volumi più basso di materia grigia, il tessuto cerebrale responsabile di tutto, dal movimento, alla memoria, alle emozioni.

Per il nostro cervello lo schermo è come lo zucchero: è buono ma non nutre. Perché non sostituirlo, quando possibile, con un’alimentazione più sana?

Benessere attraverso la scrittura a mano. Riscoprire la lentezza e la bellezza

La scrittura a mano e in corsivo è un’abitudine che andrebbe riscoperta e per la quale è importante trovare uno spazio. Non è un caso che stiano nascendo diversi corsi di calligrafia (se ti va di approfondire, ti lascio qualche riferimento in fondo) e che, in alcune occasioni importanti, si sia riscoperto l’aspetto sensoriale della scrittura: scegliere con cura una carta pregiata, un inchiostro speciale, una stilografica particolare, costituiscono l’allestimento di un gesto al quale si vuole dare un valore personale, artistico, unico. Lungi dal togliere alla tecnologia la sua utilità, la scrittura riscopre un aspetto che, sin dall’antichità, in particolare in Oriente, è sempre stato il suo: quello estetico e artistico, e dunque anche creativo e personale.
Per effetto della lentezza del gesto, dell’attenzione che richiede, assieme a un intrinseco carattere di intimità, la scrittura a mano favorisce la consapevolezza e l’elaborazione delle emozioni: metterle su carta, esternalizzarle, dare loro corpo attraverso il gesto della mano, crea una distanza che ci permette di razionalizzarle, elaborarle in modo profondo. Ecco perché vi si ricorre spesso in ambito terapeutico, dove è anche detta scrittura consapevole. È infatti di grande aiuto, sotto la guida di un terapeuta, nell’affrontare ansia e depressione, e rappresenta un valido esercizio di mindfulness. Hai fatto caso che non scriviamo mai nello stesso modo? La nostra scrittura cambia nel corso degli anni, ma cambia anche in base al nostro umore, riflette la nostra personalità e le nostre emozioni, e consente loro di uscire e fluire a un ritmo naturale e con una forma personale, unica, non uniformata.
Ma non è necessario ricorrervi solo per superare traumi e difficoltà: può anche costituire un esercizio di introspezione, esprimere il desiderio di guardarsi dentro e conoscersi in modo più profondo. Scrittura di sé, diario, flusso di coscienza, quaderni di gratitudine, biografia, visualizzazione del futuro… Ma anche corrispondenza, perché la scrittura a mano è anche dono di sé, comunicazione. Sebbene le alternative moderne siano più veloci ed economiche rispetto alla vecchia lettera piegata e imbustata, la calligrafia di una persona cara accende un flusso emotivo profondo e antico che resiste al tempo e, per qualche motivo, percepiamo in modo diverso. Non a caso ha suscitato molto interesse l’iniziativa della libreria San Benedetto di Genova che ha raccolto tutte le lettere dimenticate trovate nei libri usati: storie nascoste tra le pagine di libri ingialliti, calligrafie sconosciute ai più, ma per qualcuno inconfondibili e cariche di ricordi ed emozioni.

Che fare, dunque?

Dovremmo tornare a penna e calamaio? No. Ma è sicuramente importante avere maggior consapevolezza sui possibili danni collaterali di un eccessivo affidarsi alla tecnologia, anche quando si tratta di scrittura; ed è altrettanto importante conoscere i benefici decisamente non trascurabili della scrittura a mano, per il benessere sia dei giovani sia degli adulti.
“C’è un tempo per ogni cosa”: troviamo il tempo per scrivere qualcosa, ti va?

Possono esserci mille motivi per scrivere…

Tu perché scrivi?

Lo fai per ricordare un giorno importante. Per confessare le tue emozioni.
Per raccontare le tue storie. Per comunicare con un amico.
Per rileggerti fra vent’anni e sorridere. Per ritrovarti fra vent’anni e commuoverti.

Scrivi per convincere gli altri, perché vuoi farti ascoltare,
per esserci anche tu, ma non perderti fra gli altri.

Scrivi per esorcizzare i tuoi demoni.
Scrivi perché ami qualcuno.
Scrivi per vivere tante altre vite che non sono le tue ma vivono dentro di te,
o perché vivi una vita che non è la tua.

Scrivi perché la scrittura è più lenta del pensiero e della voce e riesce a tradurre le sfumature del tuo cuore.
Scrivi per dire cosa hai dentro, non in superficie.
Per creare. viaggiare, immaginare.

Scrivi perché le tue emozioni non si riassumono in un emoji, perché una IA non possa copiarti, per non essere inquadrato in un profilo.

Scrivi come se stessi scrivendo il messaggio in una bottiglia, perché scrivere è anche questo, no? Raggiungere qualcuno con un messaggio. Quindi scrivi quel messaggio meglio che puoi,
così che chi lo raccoglie sappia chi sei.

(E. B.)

Pubblicazioni scientifiche:

Frontiers | Handwriting but not typewriting leads to widespread brain connectivity: a high-density EEG study with implications for the classroom
What Excessive Screen Time Does to the Adult Brain | Cognitive Enhancement
Reading on a smartphone affects sigh generation, brain activity, and comprehension | Scientific Reports

Letture:

Il potere della scrittura. Come mettere nero su bianco le proprie emozioni per migliorare l’equilibrio psico-fisico, James Pennebaker
L’arte della scrittura, Lu Ji
Lettore, vieni a casa. Il cervello che legge in un mondo digitale, Maryanne Wolf
La bellezza del segno. Elogio della scrittura a mano, Francesca Biasetton
Il corsivo, encefalogramma dell’anima, Irene Bertoglio e Giuseppe Rescaldina
Lascia il segno. Il piacere di scrivere a mano per sé e per gli altri, Monica Dengo

Associazioni:

SMED Scrivere a mano nell’era digitale
ACI Associazione Calligrafica Italiana
AGI Associazione Grafologica Italiana
Istituto Grafologico Internazionale Girolamo Moretti
Manu Scribere – Festival della scrittura a mano

4 pensieri su “Scrivere a mano è importante?

    1. Grazie del tuo commento e perdona il ritardo nella risposta!🙏

      Non posso che essere d’accordo con le tue abitudini, sono davvero salutari e, che si tratti di studio, lavoro, o anche tempo libero, la scrittura a mano stimola la creatività e aiuta a elaborare molte più informazioni. Mind map e schemi, poi, sono frutto dell’elaborazione personale e sfruttano il dual coding, ovvero l’unione di grafica e parole, che è un abbinamento potente.

      Recentemente ho visto un’intervista a Emma Thomson dove dice di usare la scrittura corsiva a mano per memorizzare le sue battute per il teatro… e questo la dice lunga su quale sia il suo potenziale!

      Piace a 1 persona

  1. Pingback: una sosta nel blog – clockword

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.