L’entrata in scena

L’entrata in scena di un personaggio, in particolare del protagonista, è un momento cruciale nella scrittura di un libro.

Anche se il cinema è un medium diverso, lo trovo di grandissimo aiuto per far “vedere” come usare al meglio gli strumenti propri della narratologia affinché un personaggio si mostri nel modo corretto, scena per scena, attraverso dialoghi, pensieri, espressioni, gesti, il modo di interagire con gli altri e di reagire agli eventi.

Si tratta, in pratica, di una guida allo show don’t tell. Solo, dove il cinema usa regia, montaggio, luci, colonna sonora, il libro ha la scrittura.

Prendo Il discorso del re, una delle mie pellicole preferite.
Il film si apre sui primi piani di un microfono. Invade l’inquadratura quasi come un’ossessione.
Subito dopo, dettagli: un testo tenuto da una mano tremante, una bocca che bisbiglia.
La prima inquadratura piena del duca di York è con lui in basso a destra, come in un angolino, ai pieni di una scala, con la moglie che gli stringe il braccio per confortarlo. Un primo indizio del loro legame.


La WAY OUT è ostruita da persone con sguardo impassibile (prima apparizione fugace di alcuni personaggi secondari).
Mentre lo speaker lo annuncia, il duca sale le scale spoglie come se stesse andando al patibolo, inquadrato da una telecamera impietosa.
Giunge al microfono. La folla quasi non si vede, sfocata dietro il mostruoso apparecchio. La scena è lenta, snervante. Un’azione semplice e banale ma emblematica: occuperà diverse pagine in un libro.


La musica scompare… è il momento. Un cavallo nitrisce: lo prende in giro?
Le prime, sofferte, parole, ma subito la voce del duca inciampa: crollo delle speranze. Un’eco sgradevole rende tutto ancora più grottesco.
I primi sguardi si abbassano (l’importanza di fare zoom in/out nelle scene collettive, non perdere di vista ciò che avviene attorno).
La rassegnazione nel volto del duca, le lacrime contenute della moglie. Fine della scena.

Non c’è bisogno di dire tutto e subito, ma l’essenziale, in modo efficace e preciso, al momento giusto.

(E. B.)

Un pensiero su “L’entrata in scena

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